domenica 30 settembre 2007

In bianco e nero


Stentate a riconoscermi? Eppure sono io vista da un'altra angolazione avvolta nelle sfumature del bianco e nero. Come sono cambiata in questi ultimi tempi mi sorprende non poco... quasi non mi riconosco. E' accaduto tutto molto in fretta, la rapidità di un cambio d'abito la scelta di un rossetto dalle tonalità diverse...ed eccomi qua cambiata ... come nuova.


Ho smesso di fumare... non ho deciso io spontaneamente il mio corpo rigetta il tabacco... ho iniziato e ho smesso altrettanto naturalmente. Non sono più schiava di questo orribile vizio, la nuovola di fumo che mi avvolgeva è ormai scomparsa, la mia pelle già brilla di un'altra luce e il mio sguardo ho una nuova lucentezza che non ricordavo di avere.


Sono ancora io, ma oggi non mi faccio più travolgere dalle emozioni ho imparato che farsi coinvolgere in sterili discussioni cercando di aiutare i sordi sarebbe come dare le perle ai porci e come tutti ben sanno le perle sono pietre rare riservate a pochi eletti. Riservo la mia paziente attenzione ai problemi altrui se e solo se la persona coinvolta è un animo nobile capace di ascoltarmi e trarre tutti i benifici del caso. La nuova me è decisamente diplomatica con gli altri ma ugualmente genuina con gli amici, meno impulsiva nel decidere e più scaltra nel valutare da quale parte volgere l'attenzione. Non attribuisco più peso del dovuto a tutti coloro che si arrogano il diritto di giudicare la mia vita e le mie scelte, non mi accanisco più a spiegare il mio punto di vista quando capisco che dall'altra parte c'è una persona frustrata che non sà far altro che ascoltare se stessa e badare alla sua insulsa vita. Guido ancora la mia vita traghettando tutto ciò che ho imparato e assaporando ogni giorno, con la dovuta attenzione, i nuovi insegnamenti ma ora c'è una consapevolezza nuova ... tutto può cambiare. Come negli scacchi ogni mossa cambia radicalmente il gioco anche nella vita, ogni cambiamento è degno di una rivalutazione globale che ridisegna gli orizzonti delimitandone i nuovi contorni con sfumaure diverse.

martedì 7 agosto 2007

Sulle rive del Tamigi


Nel cuore di Londra c'è il Tamigi, il suo lento corso contrasta con la vita frenetica che si svolge nella city. Sulla banchigia puoi scorgere diverse persone...uomini d'affari che stringono fra le mani la loro 24 ore con gli auricolari inseriti nelle orecchie, donne strette in rigidi tailler che mangiano velocemente panini di Mc Donald, ragazzi che fanno jogging, turisti che scattano foto verso Saint Paul Cathedral... e poi ci sono loro ... gli Artisti di Strada. Li puoi incontrare in ogni punto del tuo cammino, e se hai voglia di guardare...soffermati verso le statue viventi, ossia uomini o donne travestiti da personaggi storici o da maschere carnevalesche decorate con i colori dell'oro e dell'argento. Loro sono lì vicno al fiume, perfettamente fermi con lo sguardo rivolto verso un punto indefinito dell'orizzonte, e solo talvolta si muovono con movimenti meccanici e armonici che incantano la folla. E nella città più indaffarata d'Europa dove tutti corrono e sgomitano... c'è chi ha scelto di restare immobile. Sulle rive del Tamigi trovi anche giocollieri, giullari, acrobati circenzi, musicisti e illusinisti che con la loro arte antica catturano gli sguardi dei passanti.

Il pubblico rimane incantato nel vedere questi spettacoli perso nella magia dal sapore antico che evocano. Nell'era della tecnologia satellitare, nel quale il rapporto tra artista e pubblico si riscotra solamente nell'aulicità e solennità del teatro, la gente si ferma a guardali e riconosce l'arte anche non sapendo cosa sia, si ritrova rapita dallo spettacolo quasi catapultata in un'altra epoca, trattiene il respiro, sorride e partecipa attivamente mostarndo curiosità. E in mondo dove il mondo privato e ormai parte costituente del mondo pubblico...la curiosità è una dote rara che appartiene ai bambini... o agli spettatori degli artisti di strada.

Sulle rive del Tamigi, con le barche che lo solcano e i ponti che lo attraversano c'è la storia di Londra, il suo sapore acre ed il profumo intenso, il fascino del viale alberato che di sera si colora di un eclettico blu cobalto, fiancheggiato da panchine in legno e ferro con incisioni alla memoria... è questa la magia del fiume. Nessuno potrà mai descriverla propriamente... bisogna esserci davanti e aprire gli occhi per potersi accorgere di ciò che ci circonda... bisogna possedere un animo sensibile per catturare l'atmosfera solo così ci si può innamorare del Tamigi.

giovedì 2 agosto 2007

In bilico tra me e il destino - Storia di una funambola


In bilico tra ciò che ho avuto, ciò che ho e ciò che vorrei... appesa tra i mie sogni e la realtà in quel limbo indefinito che è la vita. Cammino su un filo sottile, volteggiando con il mio vestito rosso di strass e traballando quando il vento si alza e il cielo si ricopre di nuvole. I mie occhi sono fissi verso la meta, provo a non guardare indietro, cerco di non volgere lo sguardo verso il basso...continuo a muovermi talvolta con naturalezza talvolta il mio passo è forzato. A volte capita che alzo lo sguardo verso il cielo cercando una stella, ho bisogno di orientarmi e in equilibro sulla fune sorrido...penso a come ero da bambina e a come sono ora...così semplicemente complicata, rifletto su come la fune sia stata spessa o sottile come la lama di un rasoio... ritornano alla mente tutti i miei alibi, le mie ragioni, le mie fragilità...è tutto lì... sulla fune che mi induce a continuare ad andare avanti tenendomi in equilibro con un semplice asse. Il vento mi sfiora non esiste più il vecchio tendone... faceva parte di un altro circo, da quassù posso percepire un tumulto di emozioni tutte concentrate nella mia mente è un misto di adrenalina e un desiderio di arrivare. Tengo alta la concentrazione e respiro profondamente sento le mie gambe muoversi istintivamente verso l'atro capo della fune, le spalle sono dritte il mento basso, mi muovo con grazia, sembra quasi una danza la mia... ed invece sto solo camminando su un filo... potevo scegliere di fare qualsiasi altro lavoro...sarebbe stato più saggio...sicuramente meno pericoloso. Ma da quassù la vista è fantastica, vedo il pubblico... sembrano così piccoli, ordinati, chiusi nei loro capotti pesanti... ed io in bilico su una corda sfido ancora una volta il fato, azzardo... ma la sensazione di poter arrivare è bellissima. Ho sfidato altre volte la fune, è stato difficile...,ma sono sempre arrivata dall'altra parte, ancora una volta mi rimetto in gioco, perfeziono i passi...ho solo da imaparare dalle cadute, e se gli altri vogliono camminare su ampi prati io scelgo di rimanere qui, tra cielo e terra... in bilico tra me e il mio destino.

domenica 29 luglio 2007

9, Helston House Camden Street NW1 1TS London


Se chiudo gli occhi per un attimo, riesco a ricordare tutto. E' nitido nella memoria quel giorno assolato di luglio, in cui sono scesa per la prima volta a Morington Crescent. Con le mie valigie pesanti non solo di vestiti ma anche di sogni e speranze sono arrivata per la prima volta in questa stanza. Non c'era nulla, nè un paio di semplici lenzuola per dormire ne tantomeno una radio per sognare. Tutto era completamente diverso da ciò che avevo lasciato in Italia e ad Eastbourm, avrebbe dovuto essere stravolgente ed estraneo per me, ma sorprendemtemente non fu così. Questa stanza vuota rapresentava l'inizio di qualcosa di nuovo, tutto da costruire.
E' stato un pò come avere un ispirazione e trovarsi un foglio bianco vicino, nulla della mia vita poteva continuare... tutto ripartiva da qui. Questa grande stanza con il letto matrimoniale che da sulla rumorosa Crowdle Road, con i soffitti decorati da un orribile carta da parati gialla, il parque finto e i mobili vecchi è stato il mio inizio. E' stato qui che ho vissuto le mie gioie, le mie sconfitte... sempre qui che ho riso e pianto...Lei è stata la spettatrice silenziosa dei mie sogni e la testimone delle mie prese di coscienza sulla realtà. Da allora la mia stanza è cambiata molto, ogni giorno volevo aggiungere qualcosa che mi rappresentasse: foto, biglietti del teatro, e la sciarpa della Magica che troneggia ancora vicino al mio letto...tutto qui stava assomigliandomi...stava diventando mio. Ora sto scrivendo, mentre dovrei pensare a preparare le valigie, impacchettare tutte le mie cose, vedere cosa potrei buttare e ciò che invece è necessario tenere... dovrei essere pratica e ripetere a me stessa "Ma cosa sarà mai, è solo una stanza..." E invece sento che qui ho vissuto il cambiamento, sono sopravvissuta a Londra sono cresciuta, ho imparato sbagliando e rialzandomi ogni volta. Domani sarà tutto diverso, andrò nella residenza di Waterloo... Non sentirò più le sirene della polizia ne gli schiamazzi degli ubriaconi per la strada, le mie pareti non tremeranno più a causa dell'orribile musica polacca di Cris, non mi arrabierò più con le persone che non puliscono... Non vivrò più qui...lascerò ancora una volta il mio nido e andrò via verso il cambiamento con nel cuore i ricordi e la consapevolezza di aver acquisito quel qualcosa che forgia ogniuno di noi ad affrontare la vita... l'esperienza.

lunedì 23 luglio 2007

Chi vuol esser lieto sia...del doman non c'è certezza

Ripescare tra la memoria questo verso è stato come scoprire tutto un'altro modo di interpretare i fatti accaduti negli ultimi tempi. Chi vuol ancora far del male, che lo faccia per lui o lei proverò compassione, poichè ho imparato che la cattiveria nasce dall'infelicità. Chi vuole ancora strillare, che urli nascondendo così le sue fragilità e il suo bisogno di essere capito. Chi vuol sempre cercare il meglio, che continui con tenacia a raggiungere i proprio scopi, senza lasciarsi abbattere dai mille ostacoli della vita. E quando si raggiunge e oltrepassa la meta si assapora la vittoria con più entusiasmo. Chi vuol sempre mostrarsi, che mostri a tutti non solo l'apparente perfezione ma anche la bellezza delle mille imperfezioni umane che ci distinguono gli uni dagli altri. Chi vuol cercare di capire ciò che c'è in quello strano muscolo chiamato cuore che lasci al tempo rielaborare le emozioni e riaprire la mente mostrando le verità dei sentimenti latenti e delle emozioni tangibili e concrete. Poichè la condizione di felicità o infelicità non è data nè dagli altri nè dalla vita ma dal nostro voler esser lieti, e sapendo bene che di doman non c'è certezza bisogna conquistarsela tutti i giorni un pezzettino di felicità.... e allora.... chi vuol essere lieto sia...brindando ogni giorno alla vita, perchè ogni sole che appare nel cielo deve essere festeggiato regalandosi un sorriso.

sabato 21 luglio 2007

E quando tutto cade....


E quando tutto cade giù come una piramide di carta, quando i frustrati infieriscono sulla mia vita calpestando la mie sensibilità e i saccenti si ergono a saggi profeti con i loro consigli post datati, è allora che c' è il suo sorriso che apre un varco, la sua immensa umanità che crea speranza, la sua voglia di combattere non per me ma con me che riaccende la mia voglia di stringere i denti e continuare con il mio cammino credendoci ancora una volta. E' da oggi che comincerò a vedere il modo dei rapporti umani con un'ottica totalmente diversa... se gli altri mi vogliono sorridente e positiva io metterò per loro la mascera del sorriso anche quando vorrò solo piangere... ma nel mio cuore io saprò sempre che c'è una persona con cui posso essere me stessa e mostrare tutte le mie infinite sfumature le quali non potrebbero essere colte neanche dal più attento dei fotografi. E quando tutto sembrava volgere al peggio, tra le strade piovose di Londra ho incontrato una piccola-grande donna che con la sua generosità e la sua amicizia mi ha ridato il respiro sereno e la tranquillità.

domenica 8 luglio 2007

L'estate e lo shopping


Non si può resistere ad uscire di casa a Londra quando c'è il sole che batte sulla tua finestra! E' quasi una festa vederlo dopo tanti giorni di pioggia e freddo. E allora via per le vie del centro con Chiara... Guardare le vetrine, entrare nei negozi, provarsi i vestiti cercare tra i cosmetici quello più adatto a te... non è solo shopping nè vanità, è un modo di evadere dalla routine. Comprare cose nuove produce belle senzazioni, in un nuovo vestito mai usato da nessuno se non da te si può reinvenatre una nuova personalità, cambiarsi d'abito non è solo una esigenza igenica è un modo per adattare l'umore alle varie continenze e agli stati psicologici, è un modo di rinnovarsi, di cambiare perchè noi siamo complicate e nella nostra mente non c'è solo la voglia di mostrarsi agli altri ma esiste l'esigenza di guardarci allo specchio e scoprirsi diverse. Non sto ovviamente riferendomi allo shopping scellerato e compulsivo, ma alle scelte oculate nel cercare lo stile, il modello e il colore che più ti piacciono e che sia alla portata del tuo badget, vedere come si adatta al tuo corpo e sentire quella spinta emotiva che ci suggerisce " questo deve far parte del mio guardaroba perchè lo sento già mio". E quale è la stagione ideale per comprare se non l'estate quando cappotti e ingombranti maglioni lasciano il posto a top, gonne e short dai colori vivaci, è di nuovo estate gli alberi si ripopolano di foglie verdi e noi ragazze abbiamo voglia di qualcosa di diverso... perchè infondo vogliamo sentirci anche noi come Audry Hebort incantata tra le vetrine di Tiffany.