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sabato 5 novembre 2011

La Rinascita - Rebirth

Non dimentico, anzi non voglio dimenticare tutti quegli stralci del passato. Anche quelli più remoti che sembrano non appartenermi più devono sopravvivere all'usura del presente e alla proiezione del futuro. Per comprendere quale sia la strada che dovrò affrontare, chiudo gli occhi e perlustro con cura il mio passato, esploro e contemplo la fossa delle marianne, mi soffermo sulle vittorie e ringrazio il fato di avermi fatto cadere e sbagliare tante volte. Senza quegli sbagli sarei diversa e oggi non sarei così tanto felice di osservare con un sorriso compiaciuto tutte le cicatrici che hanno segnato la mia vita. Ho corso fino a perdere il fiato, non mi sono mai fermata perchè una cosa l'ho sempre avuta in mente: meglio correre che restare in compagnia di un io piuttosto noioso.

Sono pronta a cambiare di nuovo. Costruirò con cura le mie nuove ali ma non avrò mai il coraggio di gettare in balia del vento le vecchie piume che mi hanno permesso di volare quando ancora non avevo il senso dell'equilibrio e dell'orientamento.

Clelia

English version

I don't forget, I mean I don't really want to forget all my past's fragments. Even the most distant one, the one that it seems not to belong to me anymore it must survive to any wear and tear of my present and to future's maps. In order to understand which path I need to walk , I close my eyes and patrol carefully my past. I explore and contemplate the moat lingering on my victories and defeats. I so much thanks all my failures, I look at my scars with a pleased smile because without them today I would be another person. I always run, I never stopped it, even if I was out of breath. I did so because one thing it was always clear in my mind: it is better to run than to keep company to a boring me.

I am ready to change again. I'll set up my wings with care, but I will not be able to throw away my old feathers which allowed me to fly when I had not balance and sense of oriantation.

Clelia

sabato 8 gennaio 2011

L'etica giornalistica non e' una opinione - Journalism ethic isn't an opinion

Non vi sopporto, voi e le vostre idiosicrasie: l'arrogante non e' un servo, non si abbassa a compromessi ma sfida chi va contro se stesso e cio' che rappresenta. Per i giornalisti i fatti sono lo scopo ultimo del lavoro, la deontologia e l'etica nel presentarli distingue il professionista dal dilettante. Non tutti i giornalisti professionisti hanno ben chiaro cosa vuol dire il termine oggettivita': c'e' chi in cambio di una comoda poltrona nel lussuoso palazzo degli specchi baratta l'etica con la convenienza. Non paghi dello sgarro alla professione, in cambio del vassallaggio sopprimono la dignita' annullandosi come persone. Nonostante cio' hanno l'ardire di professarsi esseri liberi. Qualcuno dovrebbe spiegare loro che la liberta' e' uno stato mentale che contrasta con il servilismo e si discosta dall'arroganza intesa come superiorita' nei confronti del prossimo: il maggiordomo potra' bistrattare il lavapiatti o il giardiniere, ma china sempre la testa davanti al padrone anche se il padrone e' un idiota. A coloro che sporcano e infangano ogni giorno l'etica giornalista dedico questa citazione:

...siate come la piccola supposta che quando è chiamata a compiere il suo dovere lo fa fino in fondo senza mai guardare in faccia nessuno. Si mette subito in cammino cercando umilmente la propria strada. E se qualcuno le si para davanti dicendole con presunzione ed arroganza: "lei non sa chi sono io" intimamente sa già che non può essere altro che uno stronzo.

English version

I cannot bear you, you and your idiosyncrasies: an arrogant is not a servant, he doesn't accept compromises but challenges whoever is against him or his ideas. Facts are final goal of journalism, reports them with care and attention is the biggest part that frames ethic and deontology of professional journalist, and distinguish them from amateurs. Not all professional journalists knows what it means objectivity: there is someone ready to trade ethic in return of a "comfortable chair" inside of the mirror palace. But this vassalage is deeper: somebody die, not physically but morally, while selling dignity to get the power. Nevertheless these people claim they are free. Someone needs to explain them that freedom is a state of mind which jars with servile disposition and arrogance, believed as superiority towards others: an house-steward can mistreat dishwasher worker or gardener but he always bends his head in front of his master, even if his master is an idiot. I want to dedicate the below quote to whoever smirches journalism job:

There we go the quote

you are like a little suppository that when it is called to do its duty it goes "until the end" in order to accomplish task without looking at anyone. If someone cross your path asking scornfully and with conceit: " you don't know who I am" the little suppository knows it is a piece of shit.