sabato 8 gennaio 2011

L'etica giornalistica non e' una opinione - Journalism ethic isn't an opinion

Non vi sopporto, voi e le vostre idiosicrasie: l'arrogante non e' un servo, non si abbassa a compromessi ma sfida chi va contro se stesso e cio' che rappresenta. Per i giornalisti i fatti sono lo scopo ultimo del lavoro, la deontologia e l'etica nel presentarli distingue il professionista dal dilettante. Non tutti i giornalisti professionisti hanno ben chiaro cosa vuol dire il termine oggettivita': c'e' chi in cambio di una comoda poltrona nel lussuoso palazzo degli specchi baratta l'etica con la convenienza. Non paghi dello sgarro alla professione, in cambio del vassallaggio sopprimono la dignita' annullandosi come persone. Nonostante cio' hanno l'ardire di professarsi esseri liberi. Qualcuno dovrebbe spiegare loro che la liberta' e' uno stato mentale che contrasta con il servilismo e si discosta dall'arroganza intesa come superiorita' nei confronti del prossimo: il maggiordomo potra' bistrattare il lavapiatti o il giardiniere, ma china sempre la testa davanti al padrone anche se il padrone e' un idiota. A coloro che sporcano e infangano ogni giorno l'etica giornalista dedico questa citazione:

...siate come la piccola supposta che quando è chiamata a compiere il suo dovere lo fa fino in fondo senza mai guardare in faccia nessuno. Si mette subito in cammino cercando umilmente la propria strada. E se qualcuno le si para davanti dicendole con presunzione ed arroganza: "lei non sa chi sono io" intimamente sa già che non può essere altro che uno stronzo.

English version

I cannot bear you, you and your idiosyncrasies: an arrogant is not a servant, he doesn't accept compromises but challenges whoever is against him or his ideas. Facts are final goal of journalism, reports them with care and attention is the biggest part that frames ethic and deontology of professional journalist, and distinguish them from amateurs. Not all professional journalists knows what it means objectivity: there is someone ready to trade ethic in return of a "comfortable chair" inside of the mirror palace. But this vassalage is deeper: somebody die, not physically but morally, while selling dignity to get the power. Nevertheless these people claim they are free. Someone needs to explain them that freedom is a state of mind which jars with servile disposition and arrogance, believed as superiority towards others: an house-steward can mistreat dishwasher worker or gardener but he always bends his head in front of his master, even if his master is an idiot. I want to dedicate the below quote to whoever smirches journalism job:

There we go the quote

you are like a little suppository that when it is called to do its duty it goes "until the end" in order to accomplish task without looking at anyone. If someone cross your path asking scornfully and with conceit: " you don't know who I am" the little suppository knows it is a piece of shit.

8 commenti:

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

si vede che stai a londra
in italia l'espressione "etica giornalistica" ahimé abbiamo smesso persino di sapere che cos'è

:(

Clelia ha detto...

Caro Marco, e' un po' che non mi segui... io sono a Roma. Se fossi stata a Londra, nella citta' che "da i natali" alla BBC, non avrei scritto questo post.

grazie comunque del commento

Luca and Sabrina ha detto...

Beh hanno l'ardire di professarsi liberi ed integri pur sapendo che non è così, ma lo fanno per non affondare nello scarico, hanno bisogno di convincere se stessi in qualche modo, bisogno di autoassolversi, ma io li detesto. Sono solo dei mercenari leccapiedi senza coraggio di essere e credere in se stessi.
Baci
Sabrina&Luca

enrica ha detto...

Cara Clelia, sono perfettamente d'accordo con te e temo, purtroppo, che i liberi pensatori siano ormai l'eccezione che conferma la regola.
Adoro la citazione sulla supposta...

Carlo De Petris ha detto...

Post col botto oserei dire.

Chissà se ti riferisci a dei giornalisti italici in generale oppure a qualche tua conoscenza in particolare. Spero per te che (almeno!) sia il primo caso e non il secondo :(

davide idee ha detto...

già dalla nuova grafica si notava una certa voglia di freschezza, qui dentro. condivido in pieno la rabbia e la volontà di condannare il servilismo latente [quello manifesto alla Emilio Fede non merita attenzione, a quel punto non vengono nemmeno più considerati giornalisti, solo vermi striscianti svuotati di tutto la cui unica compagnia è una fetta di marcio e qualche troia, non li invidio]. devo aggiungere però che anche in esempi di civiltà come l'inghilterra esiste la prostituzione intellettuale. lo stesso Orwell ai suoi tempi condannava la strana propensione ad auto-censurarsi di certi giornalisti; non aspettavano nemmeno di "ricevere l'ordine", demonizzando automaticamente tutto ciò che usciva dal binario del pensiero unico; una sorta di perbenismo ben insediato nella società british del tempo, il più viscido e riluttante, che poi è andato anche a peggiorare. quello a cui [credo] ti riferisca anche tu nel tuo post.

ciào

215 ha detto...

io prima mi chiedevo..ma dove la mettono la dignità?
la tua citazione mi ha suggerito la risposta...
Gab -215

Ellys...o meglio Martina ha detto...

La citazione è deliziosa. Complimenti, comuque quello che tu hai descritto così bene nel tuo blog può essere adattato non solo ai giornalisti ma un pò in tutti i campi lavorativi...purtroppo.