sabato 14 giugno 2008

Vite al margine all'ombra della Mafia Gialla

La "mafia" cinese è la regina incontrastata delle contraffazioni: documenti, borsette, giochi e Ferrari. Persino le squillo cinesi si fingono geishe giapponesi. Tokyo resta nell'immaginario colletivo più sexy di Pechino. Gli sfruttatori di "carne umana" questo lo hanno ben compreso e da abili manager quale sono danno al cliente ciò che il mercato trova più appertibile, tanto poi nessuno chiede il passaporto a fine prestazione.

Il sex affair è molto più producente rispetto a donne inchiodate davanti a macchine per confezionare abiti. Le cinesi non svolgono l'antica professione su squallidi marciapiedi, ma in lussuosi appartamenti, di solito al primo piano di eleganti palazzine situate nel Nord Italia. La loro non è una scelta ma un incubo obbligato. Sfuggite all'aborto selettivo: la loro colpa è stata nascere donne cosicchè lo stato cinese non riconoscesse alla famiglia nessun incentivo economico. Figlie della povertà e della miseria vengono vendute a usurai senza scrupoli. Sono loro la merce di scambio per poter sanare la condizione debitoria della famiglia. La pena inflitta a questi commercianti di sesso in Cina oscilla tra i tre ed i cinque anni di reclusione, la medesima punizione che ricevono i ladri di buoi.
Vite consumate anelando una libertà negata, in un silenzio inquieto che racchiude una solitudine inconciliabile con il mondo degli incubi ad occhi aperti. Esistenze spente in una stanza, sotto il peso della schiavitù dove tutto è negato. Loro, le geishe cinesi, non hanno nulla di elegante o di colto, non hanno la minima concezione di ciò che significhi la sensualità... loro sono soltanto lo strumento ultimo della perversione che lentamente le annienta. Nulla ha più senso per queste vittime equiparate ai buoi, la loro vita è un debito che nemmeno il suicidio potrà estinguere.


Fonte immagine: http://www.blog.libero.it/

Life to the margin in the shadow of “Yellow Mafia”

Chinese mafia is the master of forgeries: documents, games and Ferrari. Even Chinese call girls pretend to be geishas. Tokyo remains sexier than Peking in the collective imaginary. The exploiter of “human meat” have understood it very well, and what they are for able managers give to the costumers what the market prefers, as then no one asks for the passport to the end of every performance.

Sex affair is much more productive compared to nailed women in front of sewing machine to manufacture posh dress. The Chinese ones does not perform the most ancient job on dreary pavements, but in luxury flats, usually situated to first floor of posh house in the north of Italy. It is not a choice for this gorls but a forced nightmare. They have rushed to selective abortion but their fault has been to born women so that the Chinese state did not recognize to their family any economic incentive. Daughters of poverty and misery are sold to users without any scruples. They are the gods of exchanges to be able to correct their debts family condition. In Chine, the punishment inflicted to these sex dealers will swing between three and five years of imprisonment, the same punishment cows thieves receive.

Screw consume a denied freedom panting, in a restless silence that an incompatible loneliness which contains with nightmares word sees with open eyes. Existences “turned off” in a room, under slavery weights where everything is denied. Chinese geishas have nothing about elegant or cultured, do not have minimum conception of what which you mean sensuality…they are only tools of the perversion which slowly will annihilates them. Not at all it has several sense for these victims equalized to cows, their life is a debit neither suicide will be able to pay off.

Image source: www.viningsgallery.com/


21 commenti:

M.Cristina ha detto...

Bella l'analisi su questo mondo misterioso. Umanità umiliata e negata. Le donne impegnate in una battaglia che non conosce fine, che si tramuta, che rotola nei secoli, che si maschera di motivazioni diverse ma è presente in ogni angolo del mondo. Sto leggendo un libro di Cantarella sulla vita delle donne nell'antica Roma. Per certi versi, sembra che nulla muti. Ingiustificabile ed incomprensibile.
Forse è questa continua fatica ad aver reso molte di noi forti e tenaci.
Un abbraccio

PDBmaster ha detto...

Io di prostitute ne conosco qualcuna, ma nessuna cinese.
Ci parlo con una certa regolarità: nei loro discorsi si lamentano le une contro le altre per mille motivi, ma mentre si parla di nigeriane, ungheresi, rumene, moldave, ecc... non accennano mai alle ragazze cinesi.
La prostituzione cinese deve essere realmente un giro a se stante e molto rigido se non si riesce neppure a vederle per strada... almeno qui.

Clelia ha detto...

@m.cristina: concordo certe storie scateno la nostra rabbia e ci rendono più forti. Mi potresti dare il titolo del libro che stai leggendo sono molto interessata.

@pdbmaster: più un fenomeno criminale è nascosto, minori saranno i rischi e maggiori i guadagni. Forse è questo che non vedere che oscura le vite delle prostituite cinesi. Fingendosi geishe, sono rinchiuse in "case chiuse" ma non per loro volontà.
Ps: aspetto un tuo prossimo post :)

Clelia

M.Cristina ha detto...

Eva Cantarella " Passato Prossimo" Donne romane da Tacita a Sulpicia.

Cangaceiro ha detto...

E' brutto scriverlo, lo so, ma è ormai la deriva che il genere umano ha assunto: la sopraffazione del nostro simile, che sia fratello o sorella non importa, in nome del Dio Denaro, del Dio Potere e della Dea Vanità. Tutto purtroppo evanescente al caro prezzo di una vita umana, di una dignità, di un futuro, di un sentimento.

Miss Dickinson ha detto...

Io abito a Montecatini, dove la prostituzione, mi duole dirlo, regna sovrana. Il popolo cinese è molto discreto, le prostitute lavorano solo in appartamento e qualche volta viene sgominata qualche banda di sfruttatori. Molto di rado, riescono ad essere discreti anche in questo.

Clelia ha detto...

@cangeiro:sfortunatamente hai ragione tutto viene sacrificato in cambio di soldi e potere da gente senza scrupoli che passerebbe "sul cadavere della propria madre per averli"

@eh...la celebre discrezione cinese... magari delinquono ma tutto è avvolto nell'ombra...un ombra gialla.

Buona giornata a tutti

Clelia

zefirina ha detto...

chiamare le "cose" con un altro nome non le rende diverse, la nobile arte della gheisha era sempre un' arte che sfruttava le donne, le asserviva al piacere di un uomo....
e non mi vengano a dire che le gheishe lo facevano per scelta
povere ragazze gialle, rosse, nere di qualunque "colore" esse siano

Clelia ha detto...

@zeferina: hai perfettamente ragione, le geishe sono comunque donne sfruttate ma c'è una gran bella differenza tra il loro modo di vivere e le "schiave". Le geishe intrattengono i clienti con l'arte del ballo del canto ... per tanto tempo sono state considerate delle stars, non sono donne libere è vero, ma non concedono il loro corpo a tutti, passano la vita a rendersi belle e attraenti, il loro scopo ultimo è essere ammirate. Non tutte riescono ad assumere al ruolo di geisha, proprio perchè le gieshe non sono prostitute e credici o no molte ragazze volevano diventarlo. ( hai letto mai Memorie di una Gheisha?) erano come le veline del Giappone negli anni passati. Mi pare una condizione ben differente da queste povere ragazze cinesi vendute e poi ingabbiate in una stanza per soddisfare esclusivamente i piaceri sessuali degli uomini sotto il ricatto perenne.

Buona serata Zeferina e grazie per il commento

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

molto interessante questo post!

se sei un incrocio tra mia wallace e alice direi che sei una grande!!

non ti ho messo in playlist perchè non ti avevo ancora inserito tra i miei links, ma ora ci sei e quindi tieniti pronta nel caso mi passi per le mani qualche altro meme..
ciaooo

valeria manieri ha detto...

gulp che post!:-)

are you ready for tomorrow?:-)

bacio

valeria

ps: volevo un parere sul "fascino"...chez moi, ovviamente;-)

AndreA ha detto...

E' senz'altro una triste realtà mondiale... :-(

Un abbraccio, buona notte! :-)

glamourama ha detto...

mamma mia, non la sapevo questa cosa della prostituzione cinese. Quando vivevo a "China Town" a Milano sapevo che c'erano traffici loschi, gente sfruttata, appartamenti sovraffollati...ma da noi si sa, la malavita ha gioco facile. Che schifo.

Clelia ha detto...

@valeria m,: anche il tuo post è bellissimo, consiglio a tutti voi di visitare il sito di vale...
www.piattaforma.il cannocchiale.it

@andrea:thanks

@glamurama:e si non c'è certezza della pena nel bel paese!

BUONA GIORNATA A TUTTI VOI

Clelia

Pellescura ha detto...

Solo per segnalare che "memorie di una gheisha" è un film che tutti dovrebbero vedere.

Clelia ha detto...

@Pellescura. Onorata del tuo passaggio sul mio blog. Credo che "MEMORIE DI UNA GHEISHA", sia soprattutto un fantastico libro, il film è un buonissimo prodotto. Io continuo a preferire il libro!

Clelia

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

oh, mica decido io quando deve finire il mondo.. però vediamo se si può rimandare di qualche mese..

sì, piovono rane nel film magnolia, che a sua volta cita addirittura la bibbia!

scrittrice75 ha detto...

bellisimo quadro di una società molto particolare e per certi versi lontana anni luce da noi---
un saluto da angela

Matteo L. ha detto...

Non so se il genere potrebbe piacermi, ma certo la tua descrizione (o meglio traduzione) ti prende veramente.. Brava!

Clelia ha detto...

@ scrittrice 75: Non è poi così lontana se le poverine nate in Cina sono costrette a vendere il loro corpi in Itlaia. Un abbracio grande a te.

@ matteo L. : Onorata della tua presenza, certamente post al femminile sono sempre di poco interesse per gli uomini... peccato! Grazie mille per i tuoi complimenti.

Clelia

scrittrice75 ha detto...

ciao clelia, c'è un premio per te sul mio blog.. passa a trovarmi.. te lo meriti
un saluto da angela