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giovedì 3 gennaio 2013

I dissesti del cuore e la vincita della ragione

Ecco si faro' proprio cosi'. Gli diro' la verità. Gli diro' che ho sbagliato che in realtà quello che volevo contraddiceva ogni mia frase. Ogni singola parola era dettata da una ragione che lui non poteva capire. 
Glielo faro' sapere perché e' giusto che lui sappia. Non doveva finire cosi'. Finche' ho tenuto in mano il microfono e facevo le mie domande tutto e' andato bene. E' stato quando ho spento la camera che avrei dovuto scappare. Non l'ho fatto. Le luci non si sono spente e c'eravamo solo io e lui. Lui con i suoi enormi occhi marroni, gli zigomi cosi' ben definiti e le mani che non smettevano un attimo di gesticolare. Lui e quello stranissimo accento straniero unito a una conoscenza dell'Italiano degna delle sue origini. Quella sera l'altro era scomparso non solo da Roma ma anche dai miei pensieri. Eppure tutto era iniziato proprio in quella casa. Una decina di scale che dividevano l'appartamento da una ampia terrazza che si affaccia verso i tetti della capitale. Io e l'altro, una attrazione fatale che sapeva di tutto tranne che d'amore. Ecco questo volevo dirti, che il problema non era esattamente l'altro, se tu non l'avessi mai visto e conosciuto quella sera io non avrei avuto nessuno scrupolo.  Non e' stato così. Il fatto e' che voi due condividete la stessa nazionalità, la stessa citta' di nascita, le stesse iniziali e soprattutto   eravate ( o siete ancora?) conoscenti. Voglio che tu sappia che quando sono corsa via da casa tua non scappavo da te ma da me stessa. Fuggivo dai fatti. Maledetti fatti che mi hanno sempre condizionato nella vita e nel lavoro. Ci si deve attenere non alle emozioni ma a ciò che la situazione descrive. Non ci si può abbandonare alla leggerezza di una emozione quando l'altro e' al di la dell'Oceano. E poco importa se e' tutto e' finito. Bisognava dirselo chiaramente, poi si poteva ripartire. Questo e' il pessimo consiglio che mi  sono data. Non ho valutato le conseguenze e non ho analizzato bene le contingenze. L'altro non era nessuno mentre tu avevi provocato un uragano di emozioni che facevano battere il mio cuore. Non ho voluto sentire il cuore ho dato retta alla ragione. La porta si richiudeva piano dietro di me. Era finita la mia recita. Credevo di poter riaggiustare tutto. Non e' stato così, ho perso e ne prendo atto.
'Non e' successo nulla il cielo e' ancora sopra la testa'... così  hai detto. Oggi guardavo il cielo, era limpido e senza nuvole. Mancava il sole ma nella vita non si può avere anche il sole a gennaio. 

Despite everything My eyes are around you... and I hope will do not wrong


sabato 8 gennaio 2011

L'etica giornalistica non e' una opinione - Journalism ethic isn't an opinion

Non vi sopporto, voi e le vostre idiosicrasie: l'arrogante non e' un servo, non si abbassa a compromessi ma sfida chi va contro se stesso e cio' che rappresenta. Per i giornalisti i fatti sono lo scopo ultimo del lavoro, la deontologia e l'etica nel presentarli distingue il professionista dal dilettante. Non tutti i giornalisti professionisti hanno ben chiaro cosa vuol dire il termine oggettivita': c'e' chi in cambio di una comoda poltrona nel lussuoso palazzo degli specchi baratta l'etica con la convenienza. Non paghi dello sgarro alla professione, in cambio del vassallaggio sopprimono la dignita' annullandosi come persone. Nonostante cio' hanno l'ardire di professarsi esseri liberi. Qualcuno dovrebbe spiegare loro che la liberta' e' uno stato mentale che contrasta con il servilismo e si discosta dall'arroganza intesa come superiorita' nei confronti del prossimo: il maggiordomo potra' bistrattare il lavapiatti o il giardiniere, ma china sempre la testa davanti al padrone anche se il padrone e' un idiota. A coloro che sporcano e infangano ogni giorno l'etica giornalista dedico questa citazione:

...siate come la piccola supposta che quando è chiamata a compiere il suo dovere lo fa fino in fondo senza mai guardare in faccia nessuno. Si mette subito in cammino cercando umilmente la propria strada. E se qualcuno le si para davanti dicendole con presunzione ed arroganza: "lei non sa chi sono io" intimamente sa già che non può essere altro che uno stronzo.

English version

I cannot bear you, you and your idiosyncrasies: an arrogant is not a servant, he doesn't accept compromises but challenges whoever is against him or his ideas. Facts are final goal of journalism, reports them with care and attention is the biggest part that frames ethic and deontology of professional journalist, and distinguish them from amateurs. Not all professional journalists knows what it means objectivity: there is someone ready to trade ethic in return of a "comfortable chair" inside of the mirror palace. But this vassalage is deeper: somebody die, not physically but morally, while selling dignity to get the power. Nevertheless these people claim they are free. Someone needs to explain them that freedom is a state of mind which jars with servile disposition and arrogance, believed as superiority towards others: an house-steward can mistreat dishwasher worker or gardener but he always bends his head in front of his master, even if his master is an idiot. I want to dedicate the below quote to whoever smirches journalism job:

There we go the quote

you are like a little suppository that when it is called to do its duty it goes "until the end" in order to accomplish task without looking at anyone. If someone cross your path asking scornfully and with conceit: " you don't know who I am" the little suppository knows it is a piece of shit.

sabato 11 settembre 2010

Le due Faccie di una stessa medaglia - One coin with double faces

La conoscenza e la memoria sono le due caratteristiche piu’ importanti del giornalismo. Ogni notizia che suscita sentimenti, smuove le coscienze addormentate dal torpore, che apre gli occhi verso realta’ sconosciute e’ un elemento che costituisce la storia. Che tu sia d’accordo o no, chi arriva all’attenzione generale: dagli addetti al lavoro al fruttivendolo sotto casa assume di per se un ruolo preminente e immortale


Tutti noi oggi sappiamo chi e’ Sakineh Mohammadi Ashtiani. La sua vicenda ha sconvolto il mondo. Una “piccola” donna coinvolta in una grande ingiustizia. Il suo nome sulle prime pagine dei maggiori quotidiani e il suo volto ricorre ormai quotidianamente nei maggiori tg di tutto il mondo. Tutti sanno. TUTTI. Non si possono omettere certi fatti. DEVONO ESSERE RACCONTATI, CAPITI ED ASSIMILATI, poiche solo cosi’ si puo’ avere uno specchio sulla realta’. Personalmente odio chi raccoglie notizie, le diffonde e tende a generalizzare. Le tempeste che portano fuori rotta, che fuorviano l’attenzione sono le idealizzazioni, politiche o religiose o determinate da un misto di interessi che sono distanti anni luce dai doveri e dagli obiettivi della informazione. Ho avuto modo di confrontarmi con diverse persone sul tema spinoso di Sakineh, la gente, ora piu’ che mai pensa: “Con quelle persone non si puo’ dialogare, sono animali”. L’indignazione e’ parte dell’ essere umano, ma la generalizzazione porta solo distruzione. Per usare uno slogan si potrebbe riassumere : "Per colpa di qualcuno non si fa piu’ credito a nessuno". Non e’ cosi’. Se non si ha avuto modo di viaggiare, o semplicemente si ha una mente chiusa cosicche la mancanza della dovuta distinzione ’ porta verso il pregiudizio " nero", il solo che dovrebbe far paura.


Se si chiede, come ho fatto io, alle stesse persone cosa pensano della civile America, a nessuno e’ venuto in mente che li si potesse consumare una vicenda del genere. Nessuno ha sentito parlare di Teresa Lewis. Chi e’? Perche’ me ne dovrei occupare? Nessuno sa, tutti tacciono. Quarant'anni, accusata di essere la mandante del duplice omicidio di marito e figliastro, Teresa Lewis potrebbe essere la prima donna giustiziata nello Stato americano della Virginia dopo quasi un secolo. Nonostante vari specialisti l'abbiano ritenuta «incapace di eseguire da sola le attività più semplici, come ad esempio scrivere una lista per la spesa» dato un quoziente intellettivo bassissimo, e la diagnosi di una incapacita’ mentale conclamata, Teresa verra’ condannata alla pena capitale, mentre i due sicari, presumibilmente pagati dalla donna, sono stai condannati all’ergastolo.


Mi chiedo ora: perche’ per l’Iraniana Sakineh, il mondo si e’ indignato e per Teresa ci sono state solo flebili voci fuori campo?


Il giornalismo e’ investigazione. Andare controcorrente, magari ammaccando l’american dream, individuare ed illuminare la realta’ con temi e protagonisti anche scomodi, emarginati dai grandi circuiti nazionali ed internaionali delle fonti di informazione, e' non solo mestiere ma dovere civile.

Ecco i due volti della stessa medaglia:






English Version


Knowledge and memory are the two fundamentals journalism's characteristic. Every new that arouse
feelings, make people thinking and opening eyes towards unknown reality is an element of history.
Whether you agree or not, whoever catches public attention, in all job field: from professional journalist till greengrocer, is a main player of our history.

Everyone knows about Sakien Mohammadi Ashtiani. Her story has upset the world. A “little” woman involved in a great injustice. Her name's showed on the most popular magazines and journals front page, her face is broadcasting on the most important tv bulletins around the world. Everybody knows. EVERYBODY. This kind of new cannot be silenced. Personaly, I hate who chooses a certain topic and spread a new generalizing a single situation. Storms that bring audience out of the right rout, provoking misguide of attention, are political or religious idealization or a mix of business affairs which are far away from duty and objectivity of a correct information. I had the chance to confront myself with others regarding the Iranian woman. Now more than yesterday, the general idea is: “You cannot speak whit them (Iranian) because they are animal". Indignation is a common feelings of human being, BUT once again generalization bring only destruction. Using a slogan, we can summarize this concept as: “Because someone doesn’t pay, we cannot accept promise of payment from anybody". I refuse to think like this. If your mind is close and you haven't had a chance to explore other cultures you are going to make "black" prejudice, the only thing that should scare you.

If you ask, as I do, at the same people who said that Iranian are animal, about what they think about America, nobody replay that in the USA can happen what is happening to Sakien. NOBODY has known Teresa Lewis' story. Who she is? Why I need to remember her name?. NOBODY KNOWS. NOBODY SPEAKS. Teresa Lewis, 40 years old, has been accused to be the person who ordered the double homicide of her husband and stepson. After one century, Teresa could be the first woman executed in Virginia ( USA state). Despite experts has reported she is "incapable to perform simplest activities by herself , as, for instance, write a list of everyday’s shopping ". They say she got a very low intellectual QI and an acclaimed mental incapability. Teresa has been sentenced to death penality, while the two murders, presumably paid by the woman, were condemned to life sentence.

I just wondering now: why the world is "fighting" for Sakien and only a few online magazine told Teresa's story?
Journalism is investigation. Be a journalist means tell every news even if the American dream can be "kick out". Picking up and and highlighting all realities with ALL “characters”, is not only journalism but, above all a civic duty.

At the top of the English Version you can find the Two Face of the same Coin

left Sakien right Teresa Lewis


domenica 9 maggio 2010

Cosi' fan tutte - All girls do it

Se per i maschietti ci sono giochi violenti che incoraggiano a rubare auto, uccidere e dar fuoco agli edifici... cosi' per divertimento, quali sono i nuovi giochi per bambine? La vecchia amica Barbie che fine ha fatto? Sparita... troppo "vecchio stile" , ora le bambine moderne giocano con il gioco interattivo "Miss Bimbo" . Lo scopo del gioco e' quello di creare la ragazza perfetta, ricchissima, con il corpo perfetto e ovviamente il fidanzatino ricchissimo che la porta a scuola con la Ferrari o al massimo la Jaguar... non qualcosa di inferiore, ci mancherebbe altro!. La ragazza "cool" guadagna punti con i quali si paga:
  • la chirurgia al seno, (sotto la 4 non sei nessuno)
  • prende pillole dietetiche per restare magrissima come un grissino (non sia mai che nell' adolescenza si ha gia la cellulite)
  • veste super griffata.

Cio' che davvero sconvolge e' che le fruitrici del gioco sono bambine dagli 9 ai 12 anni, e le stime dicono che "Miss Bimbo" ha fino ad ora 200.000 giocatrici nel Regno Unito impegnate a far diventare la propria "girl" la piu' bella e popolare del reame.


Verrebbe voglia di ricordare loro la celebre frase di Stendhal" La bellezza non e' una promessa di felicita" e urlare a pieni polmoni "Ridateci la Barbie" che ha ha fatto meno danni!

English Version



If there are violent interactive games which teach boys how to steal a car, kill or set fire to buildings just for fun, what are the new games for girls? The dearest friend Barbie seems vanished... to "oldish style". Nowadays the modern girls play with "Miss Bimbo". The game's goal is create the hottest, richest and coolest girl, with a perfect body and obviously with a rich boyfriend who of course takes her to school with at least a Ferrari or a Jaguar. The coolest girl gains points to pay for:

  • Breast enlargement (under size 38 you are nobody)
  • Diet pills in order to remain as thin as a stick (cellulite is forbidden when you are a teenager)
  • Super fashionable clothing
What really makes me sick is the fact that the girls who play with this interactive game are aged between 9 to 12 years old. According to statistics, 'Miss Bimbo' has 200,000 players in the United Kingdom. They are seriously focused on making their virtual girl the most beautiful and successful in the world.

I would like to remind them about Stendhal's best quote:
"Beauty isn't a promise for happiness"
Then I 'd want to shout:
"Give them back a Barbie"
as she hasn't made such a mess.

domenica 18 aprile 2010

Sai la Gente e' pazza! - Primitive Philosophy about women

Questa e' la lettera scritta a Beppe Sevegnini sul Corriere della sera da quello che si definisce da subito un misogeno e retrogrando...Ve la riporto cosi' come e'... Giudicate voi...




















Caro Beppe,
me ne infischio di apparire maschilista, misogino e retrogrado ma secondo me riguardo al problema degli stupri c’è spesso un concorso di colpa delle donne (e ti garantisco che molte donne giovani e "moderne" la pensano così). Le femministe, magari in buona fede perchè loro magari sì sono effettivamente in un certo modo, tendono a generalizzare il loro essere attribuendolo alla totalità delle donne, le quali invece sono per la maggior parte ben diverse e che una volta colpite dallo stupro da loro stesse spesso provocato usano le battaglie delle femministe per farsene schermo. Mi spiego meglio: per quanto paradossale può apparire (dato il preludio del mio intervento) ho sempre avuto un buon rapporto con le donne che spesso mi hanno fatto partecipe dei loro pensieri più intimi e quasi sempre, per loro stessa ammissione, a loro piace stuzzicare gli uomini (spesso fino "all’estremo") e godono del potere che possono avere sull’altrui (cioè dell’altro sesso) eccitabilità. Non mi si venga a dire che sto descrivendo una minoranza di donne perchè sarebbe un insulto all’intelligenza umana perchè si sa benissimo che la maggior parte delle donne vive di questo (spiegatemi intanto il perchè tante donne a volte anche cinquantenni vanno al lavoro in ufficio con pantaloni a vita bassa per non dire inesistente e quindi praticamente vestite "di sotto" con il solo perizoma).E’ ovvio che questo non giustifica uno stupro, ma prendendo come esempio – tanto per rendere l’idea – l’insegnante italiana ripresa dai telefonini mentre "cazzeggia" con gli studenti, se fosse poi stata stuprata da qualcuno di essi dagli ormoni un po’ più incontrollabili degli altri, con chi doveva prendersela?
Marco Di Cesare

English Version


This letter was written a while ago from a men, who by his definition is a misogynist and backward, to Beppe Severgnini, a famous Italian journalist and blogger. I just copy and paste the letter... Read carefully and judge by yourself.

Dear Beppe

I don't care to look a male chauvinist, misogynist and old fashioned, but in my opinion women who get raped share the blame with their aggressors. I guarantee you that a lot of young and modern women think in the same way. Although feminist tend to generalise this situation, they know deep down that women provoke men in order to be raped. Most of the time, women who experienced that kind of aggression, hide their shame into feminist's ideas. Considering my preamble, I want to make clear one thing: it is not a paradox the fact that I have alway had a good relationship with women. I was even part of their intimate thoughts and speaking with them, they have admitted that a large part of them like flirting with men in a very provocative style. They just love to get the power of seduction and dominate men's desire. Please don't tell me that I am talking about a minority of women, that is an insult of human's intelligence. Above all, tell me why lots of women, sometime over 50 years old, go to office dressed with indecent and inappropriate clothes! Is obvious this is not an excuse for violence but, let 's do an example: teacher who was filmed in the classroom in a flirtation behaviour with her pupils, well to me, she would deserve to get raped.

Marco di Cesare

lunedì 25 gennaio 2010

Erica B: Giovane Carina ed incazzata - Erica B: Young, pretty and pissed off

Oggi pomeriggio, al lavoro, stavo cercando lavoro - un lavoro che non mi faccia strappare i capelli dalla noia tutti i giorni. Nel mondo ideale troverei un lavoro nel campo umanitario, delle organizzazioni internazionali come l’ONU e la Croce Rossa, per intenderci. Vado sul sito di una notissima organizzazione internazionale e vedo un’offerta di lavoro che potenzialmente mi interessa molto: contratto di 1 anno, i primi 6 mesi sono corsi di aggiornamento su come rispondere alle emergenze nei Pesi in via di sviluppo, e i successivi 6 in un Paese che ti viene assegnato a mettere in pratica ciò che hai imparato. Questa esperienza dovrebbe dare sufficienti credenziali per poi ottenere un lovoro in un’organizzazione non governativa. Piccolo problema: i primi 6 mesi qui a Londra sono pagati il costo del trasporto per andare al lavoro (io vado in bicicletta, quindi approssimativamente £0) e il costo del pranzo nei giorni di lavoro (panino, approssimativamente £2.50): si sbancano! Fatti due rapidi calcoli (affitto + bollette se mi trasferisco in una catapecchia £400 e rotti/mese, potrei andare a mangiare alla mensa dei poveri, ma supponiamo almeno altri £50 di cibo a settimana, e supponiamo che non mi serva nient’altro – non esco mai, non mi lavo e non pulisco la casa, visto che in 6 mesi senza stipendio è probabile che le mie scorte di sapone finiscano), dicevo fatti due rapidi calcoli: non me lo posso permettere.
Risultati:
1) mi incazzo come una iena,
2) chiedo a Clelia di scrivere sul suo blog qualcosa sull’assurdità dello sfruttamento dei lavoratori da parte delle organizzazioni umanitarie, e
3) Clelia mi offre la possibilità di scrivere un articolo su questo argomento sul suo blog e io colgo la palla al balzo.

Breve storia della mia vita (che userò per giustificare la suddetta incazzatura per non riuscire a trovare un lavoro pagato nello sviluppo internazionale): Italiana 25enne, vivo a Londra da poco più di 2 anni, ma non vivo in Italia da quando ne avevo circa 18. Ho un master in sviluppo internazionale dalla London School of Economics e poi ho passato un anno in Peru, a gestire progetti di educazione, nutrizione, igiene, ecc. Sono tornata a Londra a Ottobre 2008 – nel pieno della crisi – a cercare lavoro in un’organizzazionie internazionale. E’ un settore molto competitivo, ma speravo che master, esperienza di terreno (Perù più esperienze in Centro America e Tanzania durante l’Università) e conoscenza di 4 lingue mi avrebbero aiutata. Invece dopo un paio di mesi ho trovato lavoro come ricercatrice presso un’agenzia governativa. Un “ottimo” lavoro: contratto permanente, relativamente prestigioso, ben pagato: un lusso rispetto ciò che potrei trovare in Italia. Tutto cio non fa per me e vorrei tornare a fare un lavoro sociale, possibilmente internazionale.

Ho ricominciato la ricerca lavoro e, nonostante la crisi e l’elevato costo della vita a Londra, continua ad esserci una competizione feroce per tirocini non pagati presso organizzazioni grandi e piccole. A parte il paradosso dell’assunzione di personale non pagato da parte di organizzazioni umanitarie, non riesco a capacitarmi del numero di neolaureati che possono permettersi di accettare questi contratti, visto che la maggior parte non vive con la famiglia e deve pagare l’affitto. Le ONG richiedono una disponibilità minima di 3 giorni a settimana per 3 mesi e offrono un rimborso spese per trasporto e pranzo. Durante il master lavoravo 1 giorno/settimana per una piccola organizzazione con un accordo di questo tipo, ma ora non posso permettermelo.

Dovrei rinunciare a fare ciò che mi interessa, mi appassiona e per cui ho studiato perchè non posso permettermi di accumulare l’esperienza non pagata che mi darebbe accesso al mercato del lavoro pagato? E queste organizzazioni si sono mai chieste se la loro selezione economica non escluda persone qualificate e competenti?

Erica B

English Translation


This afternoon, at work, I was looking for a job - a job that wouldn't make me nored to tears every day. In an indeal world i'd find a job in the ehumanitarian field, in an international organisation, like the UN or the Red Cross. I went on the website of a very well-known international organisation and I saw a job offer for something i could potentially like a lot: a 1 year contract spending th efirst 6 months
on training courses on emercency response in developing countries and
the following 6 in a country you have been assigned to apply what you've learnt. This experience should give you enough credentials to get a job in a non governmental organisation. Slight problem: the first 6 months here in london are paid the cost of transport to and from work (I cycle, so approximately £0) and the cost of lunch during working days (sandwich, approximately £2.50): they'll go bankrupt! after some quick calculations (rent + bills if I move to a shack £400 plus/month, I could go and eat at a soup kitchen but let's say at leastanother £50 per week for food, and let's assume I don't need anything else - I won't ever go out, or shower or clean my house, as in 6 months without salary it's likely that my soap supplies will run out), I was saying after some quick calculations: i can't afford it.
Results:
1) I get really pissed off,
2) I email to Clelia asking her to write something about teh absurdity of the exploitation of workers by humanitarian organisations, and
3) Clelia offers me the opportunity to write an article about this on her blog and i hppily accept.

Brief story of my life (which i will use to justify the pissed off-ness I mentioned above, for not being able to find a paid job in international development) : 25 year old italian, I've been in London just over 2 years but havent lived in italy since i was about 18. I have a Masters in International Development from The London School of Economics and then I spent one year in peru, managing education, nutrition and health projects. I came back to london in october 2008 - in the midst of the financial crisis - to look for a job in an international organisation. It's a very competitive fiels, btu i was hoping that my masters, field experience (Peru plus experiences in Central America and Tanzania during university) and speaking 4 languages would help. Instead after a couple months i found a job as a researcehr with a government agency. a "great" job: permanent contract, relatively high profile, well paid: excellent compared to what i could find in italy. But it's not for me and i would like to go back to a social work, possibly international.
began looking for a job again and, in spite of the financial crisis and the high cost of living in london, there is still a fierce competition for unpaid internships with large and small organisations alike. aside from the paradox of humanitarian organisations hiring unpaid staff, i cant comprehend the number of recent graduates who can afford to accept these work contracts, as the majority of people don't live with their families and have to pay rent. NGOs ask for a minimum commitment of 3 days/week for 3 monts and offer to pay for transport and lunch. During my masters i worked 1 day/week for a small organisation, with a contract of this kind, but now i cant afford it. So should i give up on doing what i am interested in, what I am passionate about and what i studied because I can't afford to get unpaid experience I need to have access to the paid job market? and do these organisations ever wonder if their economic selection doesn't leave out some qualified and competent people

Erica B

lunedì 7 dicembre 2009

Foxy knoxy incarcerata: L'america dice NO - Foxy Knoxy Busted: America says NO

Il verdetto è stato dato in un aula della corte di giustizia di Perugia: Amanda Knox è stata riconosciuta come l'assassina di Meredith Kercher ed espierà la sua colpa scontando 26 lunghi anni in galera. La giustizia italiana in questo caso non si è lasciata intimorire dalle lettere di "raccomandazione" di un famoso giudice americano che chiedeva ai colleghi di assolvere Amanda knox, e speriamo non ceda alle recriminazioni fatte dalla senatrice Maria Cantwell e dalla celeberrima Hilary Clinton, che chiedono a gran voce che l'assassina sia scarcerata. I giornali americani hanno definito la sentenza come oltraggiosa prospettando un attacco frontale al sistema giudiziario italiano.

Dio, chiudi la bocca a tutti gli esponenti della "aristocrazia" americana che cerca di proteggere la ragazza figlia della loro cultura puritana con sottofondi torbidi . Se qualcuno deve proprio dare giudizi e mettersi in cattedra in tema di magistratura, bè questi non sono gli americani. Vorrei ricordare che coloro che invocano la scarcerazione della studentessa americana hanno ancora in auge la pena di morte. E' un dato di fatto, supportato da statistiche competenti, che più del 70% dei condannati a morte negli Stati Uniti, siano gente di colore, poco scolarizzzati e soprattutto poverissimi. I ricchi magari sono spediti in galera, ma anche con evidenti prove di colpevolezza, non si prospetta per loro lo spettro della sedia elettrica. Un caso su tutti, O.J. Simpson: ha ucciso la moglie e il suo amante riducendoli come la carne Simmenthal, ed è vivo. Il signore in questione non era certo caucasico, di sicuro non aveva un'alta qualifica accademica ma era sfacciatamente ricco e influente, ed è ancora vivo. La giustizia a stelle e strisce ha due pesi e due misure e la legge lì non è uguale per tutti. Dio, te lo chiedo ancora una volta, fai tacere chi sta cercando di difendere quell'assassina dipinta non come una figliol prodiga ma come una vittima del sistema gudiziario. Dio ci salvi dai ricchi puritani e dia giustizia alla famiglia Kercher.


ed infine:





















Chico Forti Link


English Version

Amanda Knox 's verdict had arrived: she was found guilty for killing her faltemate, the English student Meridit Kercher, in Perugia. Italian court decided to sent her behind bars for 26 years. In this case, Italian judges didn't take the suggestion of an American judge who wrote a long letter to" reccomend" his Italian collegues to discharge her. I hope they don't take into serious consideration all complaints from American establishment who wants Amanda free. People as senator Maria Cantwell and the most popular ex first lady : Hilary Clinton, are asking by media that Amanda must be release. Furthermore, American 's media has defined the trial and the final verdict unfair prospecting a frontal attack towards the entire Italian system of justice.

God please shout the mouth of all American aristicracy members whom are trying to protect a girl born and grew up in their puritan culture with torbid background. If someone have a desire to judge Italian justice, well have not to be an American one. I would like to underline that who demands Foxy Knoxy release has in his/her law the dead penality for killers like her. It's a matter of fact, supported by statistic, that 70% of prisoners who were justiced by dead penality were black, with no education and, above all, very poor. Rich are sent to jail, but for them there is not a spectrum of eletric chair. One famous case was OJ Simpson: he killed her wife and her lover in a very brutal way, and he is still alive. Mr Simpson, was not white, he hasn't a hight education but he was one of the richest man in USA. Stars and stripes's justice seems to have a particluar attention for rich people troubles; the USA law is not equal for everybody. Please God, once again, shout their mouths, make this people in silence. They want defend not a "lost sheep" but, despite all evidences, they claim that Amanda is innocent and the Italian system is wrong. God save us to American puritanity and give Kercher family a real justice.

In the skect above is written:

Father: "In Miami, there is Chicco Forti, (an Italian men). He was condamned after an unfair trial"
Dauther: "Hilary Clinton should know about it as well".


venerdì 2 ottobre 2009

Ritorno all'età oscura - Back to the dark age

Certe notizie arrivano come un pugno nello stomaco, schioccano e ti lasciano basita. Come uno schiaffo violento sul volto comprendi che il medioevo in certi posti non è sparito ma ha solo mutato forma.

Vi starete domandando ora: ma cosa sarà mai successo? Di seguito troverete la notizia

"La scorsa settimana Grace una giovane arruolata nell'esercito nigeriano è stata brutalmente violentata e uccisa poichè indossando i pantaloni del Corpo armato aveva offeso il suo aggressore." Una donna, anche se soldato, non può indossare i pantaloni dell'esercito. Questa logica abietta è supportata dalla proposta di legge chiamata Indecent dressing bills che vieta alle donne di vestire indecentemente.

Secondo Yenute Allend l'omicida di Grace potrebbe passare indenne a tutto ciò proprio in virtù della proposta parlamentare. Le donne scendono in strada, urlano protestano ma secondo fonti attendbili l'iter va avanti. Un esito positivo della proposta in Nigeria, come in Sudan, vorrebbe dire che le donne dovranno attenersi a un rigido codice di abigliamento altrimenti rischiano, se sono fortunate, fino a 6 mesi di galera, altrimenti la morte.

English Version

Some news are like a punch in your stomach, they schocked you and make you incredulos. Suddely, as a slap on your face you realize that Meddle-Age is still on in certain part of the word. It has only changed its form.

If you are wondering what happened, just carry on your reading.

"Last weekend, a Youth Corper, Grace Ushang was raped to death in Maiduguri by men who reportedly took offence because she was wearing her khaki trousers ... the official uniform of the Corps ". Although she was a soldier, Grace could not wear solidier trouser.
Such a despicable logic is supported by The Indecent Dressing Bill which forbid women to dress like they want.

According to Yetunde Allen the possibility that this type of brutality against women could be legalised!. Women go to streets and protest but till now the process of the bill seems to carry on. A positive response from the Nigerian goverment will mean that woman must follow a code in order to get dress. If they will decide to not follow "the instruction" they may face 6 months in prison, if they are lucky, ortherwise death.

lunedì 17 agosto 2009

Cruel Intention
























Sono perfettamente cosciente che esistono regole sociali non scritte atte a mantenere un certo ordine. So che tutto ciò è vitale, ma oggi è una di quelle giornate in cui avrei solo voglia di dimenticare questi contorni del "quieto vivere" e poter esprimre me stessa come vorrei.

Prima di tutto busserei alla porta di Adam, il mio vicino, gli sorriderei e dopo le solite frasi di rito: Ciao come stai? tutto bene... si anche io, ( le regole della buona educazione non vanno mai dimenticate!) gli butterei in testa tutte quelle pietanze che lascia marcire nel nostro frigo. Finito ciò lo saluterei con un'altro gran bel sorriso e me ne andrei soddisfatta.

In secundis, andrei dalla figlia di Miss V, che sorprendentemente non assomiglia a Cindy Croffrd ma è un mix tra Genoeffa e Anastasia, le sorellastre perfide di Cenerentola, con l'aggiunta di baffetti neri alla Hitler e ciglia alla mangiafuco. Per sua fortuna la poverina non conosce il delizioso strazio della ceretta facciale. Mi avvicinerei a lei e dopo i soliti convenevoli gli urlerei : "Invece di passare tutti i santi weekend con il pigiama a rastrellare il tuo orticello, esci e incontra gente. In questo modo quando varco la porta di casa non mi guarderesti più come una sfinge". Fatto ciò aggiungerei " Tanti cari saluti alla carissima Mrs V. , anche oggi cucina all'aglio contro i vampiri?"

Dulcis in fundo, attraverserei la strada, suonerei l'elegante campanello dei miei dirimpettai. Mi presenterei come si conviene e dietro loro gentile richiesta ,( eh... l'English applomb è uno scoglio sacro) entrerei e gli spaccheri i bonghi africani che martellano le mie orecchie tutti i pomeriggi dalla due alle quattro. Quando tutti i bonghi avranno esalato l'ultimo suono, guarderei i miei vicini e dopo una pausa di pochi secondi direi: "Lo sapevate che oggi va di moda la musica zen?"

Sfortunatamente i miei istinti rimarranno intrappolati dalle convenzioni. Oggi mi metterò davanti allo specchio e ripeterò la celebre frase di Ralph Emerson: "E' una regola delle buone maniere quella di evitare le esagerazioni".

English Version



I am perfectly aware that there are rules set up to keep order. I am conscious that they are vital, but today I would like to forget all of them and express myself without any "social convention".

First of all I would knock to Adam's door, my neighbour. I would smile at him and after usual questions-answers: Hello. How are you? ...I am fine and you? Good thanks ( good manners couldn't be forget) I would throw all of his food went bad into our fridge on his head. After that I would say " Enjoy your food!", I would give him a big smile of satisfaction and I would come back to my place.

Secondly, I would meet Mrs V.' s daughter, who surprice ... surprice doesn't look like Cindy Crofford. To be honest she is very much alike to Cinderella's sisters in law, Griselda and Grimella, I mean a mix of them whit the addition of little dark mustache and only one line of eyesbrow. It's clear that she doesn't know the "extacy" of facial wap. Anyway, I would come close to her and after the usual few words suited to the occasion I would shout : "Instead of raking your kitchen garden , wearing your pajamas, you must go out and meet people. Perhaps in this way you will give up to stare at me like a sphinx, every time that I pass my front door". I would also add: "Could you please sent my regards to Mrs V., is she cooking gaelic food? As always food against vampires".

Finally I would cross the road and I would ring to the family living opposite. I would introduce myself propely and consequentially they will invite me to come in ( English applomb is a must, and I know they are English). When I am in, I would like to destroy their African bongos which every afternoon (from 2pm to 4 pm) annoy my ears a lot. As soon as I finish I would look at them and say "Do you know that the new trend is zen music?"

Unfortunately, my cruel intention will remain trapped by common sense. Today I will stay in front of my mirrow repeating Ralph Emerson's most popular sentence: " It's a basic rule of good manners to avoid exaggerations".