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martedì 22 settembre 2009

Vacanze Romane - Roman Holiday

Roma mi ha accolto con una tiepida pioggia. Lei, così maestosa e vanesia, non accetterà mai che Clelia la romana possa respirare l'aria dell'austera Londra. Chiedevo alla città eterna che non mi ingoiasse nella morsa del caldo e lei ruffiana mi ha accontentato. I miei occhi si sono riempiti ancora una volta del suo splendore, i miei passi hanno ripercorso le vie dell'antico impero che tutto ha visto e conquistato. Nulla è stato sottratto dalle mie memorie passate. La magia romana si è imposta prepotentemente allo sgurdo dei mille archi illuminati dalle luci artificiali del Colosseo e del viale alberato che porta al Gianicolo, dove la città si offre ai tuoi piedi mostrando tutta la sua eleganza e tu incredulo di tanta bellezza non puoi far altro che perderti nell' incanto. Perchè andarsene? Perchè varcare le mura cittadine fino a spingersi ad oltrpassare le Alpi? La risposta è la mia maledizione, un eterno dilemma che incarna due città così lontane e diverse inglobate in un solo corpo.
La mia Roma mi ha restituito gli affetti che la lontanza non è riuscita minimamente a intaccare e nuovi sorrisi che conserverò nel cuore quando il cielo della city si farà plumbleo e minaccioso.

Un saluto speciale a Zeferina e Maria Cristina. Due donne saggie, allegre e Romane.

ps. avrei voluto incontrare Andrea e Pansy... ma aihmè non è stato possibile. Roma infondo è sempre li ad aspettarci.

pps. Ora sono a Londra !

English Version



Rome welcomed me with soft rain. Such a majesty and vain city will never accept that Clelia, born and growth in the caput mundi ( Capital of Word), can breathe London's austere air. I said to the eternal city I wouldn't like to be trapped in a extremely hot summer time, and it was so pander that has satisfied me. My eyes were full of its manificence once agian. My steps have gone along the Hold Empire streets which all they saw and conquered. Nothing was hidden from my memories. Roman 's wichcraft bossily imposed to my look towards Colosseum's arena lights by thousand arcs and the avenue planted with trees that it brings to the Gianicolo, where the city offers itself to your feet showing all of its elegance and you incredulous of so much beauty you cannot do anything else other than to lose you in this enchant.

Why do I go away from Rome? The answer is my curse, an eternity dilemma that embodies two distant and different cities englobed in a body.

My Rome gave me back my parents and my friends. Miles and miles of distance didn't break any of my preciuos relations. I will keep in my heart this short and magic Roman holiday especially when London's sky will be leaden and threating.


ps. I am back in London

venerdì 11 maggio 2007

Un Omaggio a Trilussa


Questo vuol essere un omaggio ad uno dei più grandi poeti romani... ed io da romana a Londra non dimentico le mie origini... così in una notte insonne di maggio con il vento e la pioggia fuori dalla mia finestra, ho deciso di rievocare nella mente le poesie romane che da bambina sapevo quasi a memoria.


Il vero nome di Trilussa era Carlo Alberto Salustri, il quale scelse lo pseudonimo da un anagramma del suo cognome. Fu un poeta vissuto nei primi decenni del 900, un uomo molto colto che preferì il dialetto romano alla nobiltà dell' italiano e coerente con la sua scelta frequentò poco i circoli letterari romani ai quali continuava a preferire le osterie.



Quelle che andrò a riportare sono le poesie che più mi piacciono...



Carità Cristiana


Er chirichetto d 'una sacrestia sfasciò l 'ombrello su la groppa di un gatto pe castigallo d'una porcheria. - Che fai?- je strillo er prete ner vedello. Ce vò un coraggio nero pè menaje a quer modo... Poverello...-Che?- fece er chirichetto - Er gatto è suo?. No fece er prete - Ma è mio l'ombrello.


La spada e er cortello


Un vecchio cortello diceva alla spada - Ferisco e sbudello la gente de strada, e er sangue che caccio da quelle ferite diventa un fattaccio, diventa n'à lite. Rispose la spada - Io puro sbudello, ma faccio ste cose soltanto in duello, e quanno la lama l'addopra er signore la lite se chiama partita d'onore.


L' incontentabilità


Iddio pijò la fanga dar pantano, formò un pupazzo e je soffiò sur viso. Er pupazzo se mosse all' improviso e venne fora subbito er cristiano che aperse l'occhi e se trovò ner monno com'uno che se sveja da un gran sonno. - Quello che vedi è tutto tuo- je disse Iddio - e lo potrai sfruttà come te pare: te do tutta la Terra e tutto er Mare, meno che er Cielo perchè quello è mio...- Peccato disse Adamo - E' tanto bello... Perchè nu me arigali pure quello?


La Politica


Ner modo de pensa c'è un gran divario: mi padre è democratico cristiano, e, siccome che è impiegato ar Vaticano, tutte le sere recita er rosario, de tre fratelli, Giggi che è er più anziano è socialista rivoluzionario; io invece so monarchico; ar contrario de Ludovico che è repubbricano.

Prima de cena liticamo spesso pè via de sti principi benedetti: chi vò qua chi vò là pare un congresso! Famo l'ira de Dio! Ma appena mamma ce dice che sò cotti li spaghetti semo tutti d'accordo ner programma.



Lisetta cor signorino


Su, me faccia stirà la biancheria, dia confidenza a chi je pare e piace: nun me faccia inquietà. Me lassi in pace: la pianti, signorino, vada via... Che straccio de vasallo mamma mia! No levi quella mano, me dispiace, se no lo scotto, badi che sò capace... Dio, che forza che c'ha! Gesùmaria un bacio? E' matto! No che chiamo gente: me lo vò dà pe forza o pè amore! Eh je l'ha fatta! Quanto è prepotente! Però te n'è costata dè fatica! Dimme la verità co le signore 'sta resistenza nun la trovi mica!